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La sfida: progettare e realizzare un ristorante in un mese e mezzo.
La richiesta: interpretare i tipici bacari veneziani in chiave moderna La scelta della location: esaminando i vari quartieri milanesi la perfetta location non poteva che non essere Porta Venezia! Il progetto e i suoi simboli veneziani Spiegare, rinterpretare Venezia in chiave innovativa. Dopo attenti studi dell’ Arch.Elisa Pascotto, studio UNREAL ARCHITECTS è nato: i cavalli della Basilica di Venezia, un simbolo che pochi conoscono ma di grande importanza storica. I 4 cavalli non sono solo simbolo politico e religioso, ma anche simbolo di trofeo e di conquista, esattamente come la conquista di una nuova apertura. Simbolo di viaggio come esportare una tradizione culinaria in un altra città. La storia della città diede questa importanza a queste sculture dorate, infatti simboleggiano la conquista di Costantinopoli e la caduta, per mano della Serenissima, dell’impero romano d’Oriente (1204). Furono portati a Venezia in cui cercarono un posizionamento simile a quello originario ovvero tra gli edifici più importanti, potere religioso, politico e il punto delle manifestazioni più importanti della città ovvero Piazza di San Marco (1254). Quando La serenissima fu violentata da Napoleone (1797), l’imperatore francese decise di portarsi via le pregiatissime sculture, a sua volta come simbolo di trionfo e di posizionarli nell’arco di trionfo del Carrousel a Parigi. Ma la storia presenta sempre dei risvolti e nel 1815, i cavalli ritornarono a Venezia per volere dell’imperatore austriaco che aveva inglobato nel suo impero la città lagunare. Si narra che per conquistare la grande Venezia bisognava mettere le briglie ai “cavalli”. |
“con i collli un po’ incurvati, che si guardano l’un l’altro nel muso e si mostrano sbuffanti nella corsa verso la meta” cit.Pietro Doria
La quadriga posizionata sopra il loggiato della Basilica, che presenta 4 archi più uno centrale dell’entrata principale, sottolinea come il numero 4 diviene un simbolo di Venezia che ritroviamo anche nel numero di ponti presenti attualmente nel Canal Grande. Ecco che così il concept del ristorante prende vita. La sala principale caratterizzata dalla presenza di una quadriga moderna: 3 sagome di cavalli in metallo tagliati al laser (disegno dell’Arch.Pascotto) e un cavallo tridimensionale (dipinto dal famoso Maestro Salvatore Accolla). Ancora una volta questi animali acquistano un significato in più... 4 sono i soci del ristorante ma solo uno ne sarà il gestore. Il tutto viene evidenziato da una “calletta” stilizzata con un gioco di piastrelle con dimensioni 40x80 che percorre la sala come un tappeto e sale nelle pareti. Alla saletta invece vi si accede varcando un arco in muratura susseguito poi da tre archi in metallo a simboleggiare i ponti sul Canal Grande, tra uno e l’altro una folta calata di lampadari in vetro soffiato di differenti forme vintage e di differenti altezze che simboleggiano le luci notturne della città e il richiamo del vetro artigianale. In questa parte la parte più intima del locale, decorata da un opera libera del Maestro Accolla e da foto in bianco e nero ritoccate artisticamente, opere del lavoro tra Antonio Gion, psicoterapeuta veneziano e fotografo, ed Elisa Pascotto, architetto e pittrice. La creazione del logo è opera dell’art director Alberto Pascotto, che dichiara con il disegno della font l’aspetto artistico e artigianale del locale, la scritta “Tascaro” viene presentata come una pennellata di un artista che firma una sua opera. Il nero e l’oro riprendono i colori predominanti del locale e la semplicità della scrittura l’innovazione genuina dell’ambiente che si respirera’ al suo interno. I cavalli divengono simboli dell'intera immagine coordinata. |














